HALLO WORLD…un anno dopo!
Buon 1°Maggio a tutti!
È già trascorso un anno dalla prima volta che ho scritto su questo blog che è cresciuto e ha preso forma con 20 articoli pubblicati ( questo è il 21°), commenti e pagine dedicate al mio romanzo e alle recensioni di libri.
Gli articoli più gettonati: I Promessi Sposi, il Musical; Fallen; La leggenda della Fornarina; Suzanne Brockmann; Il Fantsma del Campidoglio e le recensioni al Destino dei Due Mondi…
Vorrei poter scrivere di più e aggiornare i contenuti con maggior frequenza, ma non sono una blogger a tempo pieno e i momenti di cui dispongo per scrivere li dedico quasi interamente ai miei progetti di scrittura.
Dal Maggio 2011 a oggi sono accadute diverse cose, eventi importanti come la pubblicazione del mio romanzo d’esordio:
“ Il Destino dei Due Mondi – L’Angelo dalle Ali Nere”
o
la bellissima Presentazione del libro presso la Sala Pietro da Cortona nei Musei Capitolini a Roma, in occasione della quale ero circondata dalle persone che mi hanno dato sostegno dal primo giorno in questa avventura dello scrivere: la mia famiglia, in particolare mio marito e le mie figlie, e poi Vale che condivide con me intense sedute di lettura!
Sempre vicine, Maria Laura e Brunella che il 20 maggio 2011 erano con me al tavolo “d’onore” per commentare e presentare il romanzo, empatizzando ogni mia emozione in nome della forte amicizia che ci lega ogni giorno di più: Laura, guida sapiente e Bru, sorella d’anima che ha in parte ispirato le vicende di Adam, Lisa e Angeli annessi.
Immancabile e sempre attenta, la “mia squadra” della Orion nelle persone di Luigi, Simona, Stefano e Floriana che credono in me e mi sostengono anche oggi con entusiasmo e tanta voglia di fare!
Ringrazio tutti quanti per questa vicinanza e per il tifo sfegatato che alimenta la voglia di continuare, di insistere, facendomi collezionare grandi soddisfazioni malgrado non siano sempre tutte rose e fiori!
Sotto con i nuovi progetti, allora: articoli, racconti e un paio di romanzi di cui sono già pronti i plot…e grazie, grazie a tutti!
Chi passa di qui e condivide con me l’amore per i libri e la scrittura, può sottoscrivere il bolg inserendo in alto a sinistra il proprio indirizzo e-mail nel campo “FOLLOW- SEGUI IL BLOG”. Basta dare conferma della sottoscrizione una volta ricevuta la mail da WordPress per ricevere gli aggiornamenti.
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Buon Compleanno Blog!!!
E per tutti: fate buon uso dei libri, leggetene tanti, regalatene, sognate, immaginate, vivete al di fuori della vostra dimensione, perché la vita è dura e i sogni aiutano ad affrontarla in modo giusto, equilibrato, anche se sono impalpabili, irreali…
Con la lettura la realtà migliora, provare per credere.
Miriam Tocci
Quel FANTASMA in Campidoglio…
Di ritorno da una visita da “turista” al Palazzo Senatorio in Campidoglio nella mia Roma, città in cui vivo e in cui sono nata, non ho potuto fare a meno di sentirmi emozionata e affascinata come se avessi visto da vicino le sue meraviglie celate fra vesti antiche e moderne per la prima volta. Non che la Capitale non sia famosa per questo incantesimo coinvolgente, ma è incredibile quanto le scoperte sembrino non finire mai, ogni singola volta che ci si accosta alla sua storia. 

Il Campidoglio poi, è stato da sempre un luogo emblematico. Posto su un rialzo - ma non su uno dei Sette Colli- era considerato punto strategico dalle Milizie Romane. Poi, nel tempo,è stato roccaforte, rifugio sicuro per Papi e Signori; è stato un pascolo di capre e un luogo malfamato; è stato oggetto del genio di Michelangelo, che lo ha voluto strutturare come una sorta di enorme finestra
da cui gustare la veduta della Roma più bella, di giorno e di notte, fra il Tevere, i Fori, il Colosseo…
Il Palazzo Senatorio è il palazzo centrale - oggi sede di Roma Capitale e “Casa” del Sindaco – alle spalle della statua di Marco Aurelio a cavallo. A destra e a sinistra abbiamo i Musei Capitolini, scrigni di tesori antichissimi custoditi in ambienti che emanano forti vibrazioni, emozionando chi li visita ogni volta come fosse la prima.
Una curiosità sulla statua di Marco Aurelio: sulla criniera del cavallo, proprio fra le orecchie dell’animale, sembra di scorgere la sagoma di una civetta.
Esiste una leggenda a proposito di questo: si diceva che il risveglio del rapace dormiente,appollaiato sulla statua, avrebbe indicato la fine del mondo. Non poteva che trovarsi a Roma -Caput Mundi-questo simbolo apocalittico!
Sicuramente si tratta di un luogo molto suggestivo, che ha tanta storia da raccontare per raccontarsi e non è strano che esitano leggende o fatti curiosi legati al suo passato. Eppure, fra storia e leggenda, apprendere della presenza di un FANTASMA fra le mura del Palazzo Senatorio - che fu anche prigione e tribunale- era proprio l’ultima cosa che mi sarei aspettata di sentire . Si tratterebbe di un Monaco murato vivo in epoca Medievale nella torre del Palazzo, perchè sorpreso a commettere adulterio con la moglie dell’allora comandante della guarnigione di guardia al Campidoglio. Un caso di morte violenta avvenuto proprio nei locali che oggi ospitano gli uffici del Gabinetto del Sindaco.
Certo, liberi di crederci o no. Ma non sembra essere una storiella da pausa caffè inventata dal personale del Palazzo, nè un simpatico aneddoto da rifilare ai turisti per rendere tutto più interessante…come se ogni sassolino, ogni arazzo, ogni lastra di pietra o mattone di tufo avessero bisogno del fantasma per assumere fascino!
Ci sono stati avvistamenti, e chi lavora nel Palazzo - soprattutto chi lo custodisce nelle ore notturne - ha avuto nel corso degli anni qualcosa da raccontare in merito. Sul sito istituzionale del Comune di Roma è stato pubblicato un articolo su questa storia, firmato da Marco Dall’ Asta.
Facendo qualche ricerca nel Web poi, ho scoperto che addirittura, nel novembre scorso ci sono stati i Ghosthunters, al Campidoglio, proprio per rilevare con strumentazione apposita la presenza del monaco e…..guardate qua, niente voce su Evp, ma la termocamera…….
C’è tutto il materiale per una bella, ricchissima storia Paranormal, poco Fantasy e molto Real!
Fantasma o no,VISITATE ROMA…CAPUT MUNDI!
MT
Quarta edizione dell’evento: “La Vie en Rose”
Parafrasando il titolo della celeberrima canzone di Edith Piaf, scrittrici e lettrici appassionate di pagine tinte di rosa si ritrovano a
Firenze il prossimo 24 marzo 2012
nella quarta edizione del primo evento italiano dedicato interamente ai Romanzi d’Amore.
La Vie en Rose nasce da un desiderio di condivisione e dalla curiosità di scoprire il lavoro che si cela dietro alle parole di autrici che ci fanno sognare.
Un incontro al femminile per parlare di libri, di sentimenti e della passione per la lettura e la scrittura, fra opere moderne e miti letterari che ancora oggi ispirano le storie d’amore più apprezzate facendo sognare e riflettere lettori e lettrici di diverse età.
All’interno della manifestazione, la premiazione del racconto inedito ispirato ad uno di questi temi: Amore che redime, Amore come forza eternatrice e Amore tra mortalità e immortalità, per il Concorso Letterario: “La Vie en Rose”, alla sua seconda edizione.
Alcuni riferimenti per partecipare:
La Vie en Rose – quarta edizione
Firenze, 24 marzo 2012
Sala delle Feste dell’Astoria Boscolo Hotel
Le adesioni dovranno pervenire all’indirizzo mail: la.vie.en.rose.evento@gmail.com .
Si tratta di una manifestazione a numero chiuso per cui è prevista una quota di partecipazione per coprire esclusivamente le spese per il catering.
Nominativi di riferimento per l’organizzazione: Silvia Basile, Caterina Caracciolo e Juneross.
Evento sponsorizzato da:
Silvia Basile
Caterina Caracciolo
Juneross
Tutti gli aggiornamenti e info sul sito: www.lavieenroseevento.it
M.T.
Raffaello e la Leggenda della Fornarina – Quando Storia e Leggenda diventano Musical
STORIA, LEGGENDA, AMORE, PASSIONE, DRAMMA.
Questi i cardini dell’ Opera Musicale Moderna al centro del Progetto Fornarina per Roma Capitale, presentato lo scorso 07 febbraio presso la Sala Pietro da Cortona – Musei Capitolini – Roma.
Il progetto propone l’offerta di un pacchetto così strutturato:
- Giro turistico pre-spettacolo nei luoghi della vicenda di vita e di amore di Raffaello e Fornarina;
- Cena tipica con cucina romana;
- Spettacolo finale:
Raffaello e la Leggenda della Fornarina
Musical che ha debuttato ufficialmente il 13 giugno 2011 al Teatro Argentina di Roma.
L’Opera Musicale, è ispirata alla storia del geniale Pittore Cinquecentesco Raffaello Sanzio e della sua modella amata e preferita, Margherita Luzi, soprannominata Fornarina in quanto figlia del fornaio del Rione Trastevere.
Raffaello ne era innamoratissimo
e si dice che per questa donna affascinante, dal temperamento vivace, trascurasse addirittura i suoi lavori più importanti. Alla stregua di una Musa ispiratrice, è stata rappresentata in molte opere dal Pittore come una creatura eterea e bellissima, una Madonna.
La loro travolgente storia d’amore fu intensa, ma breve.
Raffaello fu trovato morto a soli 37 anni nel letto di Fornarina. Le cause del decesso non risultano chiare dalle cronache del tempo. Fornarina, distrutta per la perdita del suo grande amore, si ritirò nel convento delle Suore di Santa Apollonia fino alla fine dei suoi giorni.
Naturalmente, furono molte le leggende che si tramandarono sulla morte del Pittore, soprattutto fra gli abitanti del Rione Trastevere.
Nel Musical, Gia Fort Shoping, scrittore fallito dei giorni nostri con la sola fama di ubriacone e perdigiorno, per far volgere dalla propria la fortuna si reca a Roma alla ricerca di una storia vera di passione: “magari ricca di scandali”-dice, e si imbatte nella leggenda della Fornarina.
Secondo le dicerie popolari del Rione, una volta morta, la Fornarina era stata giudicata colpevole della prematura scomparsa di Raffaello dal tribunale dei morti presieduto da un ricco banchiere che era stato suo amante, geloso della passione che l’aveva legata al Pittore.
Alla presenza delle anime dei suoi familiari e di Raffaello stesso, Fornarina era stata condannata a scontare le sue colpe vagando come uno spettro per le stanze di Via di Santa Dorotea, al numero 20, luogo in cui era avvenuta la tragedia.
Il nome e l’onore di Fornarina saranno riscattati trecento anni più tardi da un atto d’amore di Lucrezia Luzi, discendente di Margherita che sentiva di avere dentro di sé lo spirito della Fornarina e che sceglie di sacrificarsi per lei.
Lo scalcinato scrittore attraverso il filo conduttore della metempsicosi, la reincarnazione, farà prendere vita ai personaggi del Cinquecento collegando la loro tormentata storia d’amore a quella di Lucrezia e del suo amato Mario nei medesimi luoghi di un Rione Trastevere ottocentesco, fino a svelare il mistero della morte di Raffaello.
Un Musical che promette di affascinare, rapire ed emozionare, come suggerisce il suggestivo montaggio di immagini che ha fatto da sfondo e accompagnamento al Recital proposto il 7 febbraio.
La trama di per sé avvincente, è impreziosita dalle belle musiche di Giancarlo e Alessandro Acquisti, dai colori e dalla bravura del corpo di ballo e in particolare dal grande talento dei cantanti attori che, nella cornice dei Musei Capitolini in un’atmosfera già incantevole e ricca di storia, hanno regalato agli invitati uno splendido assaggio dei brani cantati e recitati dell’opera, in un excursus mirato ed efficace, molto intenso.
Bellissimi i costumi di scena realizzati da Simonetta Gregari.
Il cast presente alla presentazione del 7 febbraio presso la Sala Pietro da Cortona:
BRUNELLA PLATANIA (Fornarina)
TOSCA in “Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla, MADDALENA in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente AGNESE ne “I Promessi Sposi” di Michele Guardì
ENRICO D’AMORE (Raffaello)
CAVARADOSSI in “Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla, Ensemble in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente EGIDIO ne “I Promessi Sposi” di Michele Guardì
VALENTINA GULLACE (Lucrezia)
MADDALENA in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente JASMINE in “Aladin” dei Pooh
MAURIZIO DI MAIO (Mario)
ACTOR DEI, I PROMESSI SPOSI di Michele Guardì, SWEENEY TODD
e con
GIANNI PONTILLO (Gia Fort Shoping)
DANIELE ADRIANI (Tommaso)
GIORGIO CARECCIA (Narratore)
Musiche e Libretto: GIANCARLO ACQUISTI
Liriche: GIANCARLO ed ALESSANDRO ACQUISTI
Regia: MARCELLO SINDICI
Il sito: www.fornarinamusical.com
UN LIBRO SOTTO L’ALBERO…
Crisi o non crisi economica, in questi giorni siamo tutti impegnati nella corsa ai tradizionali regali natalizi.
C’è chi li acquista tempo prima, chi li fa all’ultimo secondo, c’è chi adora questo momento e chi invece odia profondamente doversi mettere lì a pensare alla cosa giusta, quella che possa incontrare il gradimento di amici, parenti, dei bambini… I bambini sono i più semplici da accontentare, è vero: hanno idee chiare e richieste precise, ma non disdegnano di ricevere anche doni fuori lista, il bello per loro è l’attesa, la carta colorata da scartare, la sorpresa, la novità. Per gli adulti è più complicato. Si rischia di essere monotoni, ognuno ha le sue fisime e non tutti apprezzano tutto, come invece fanno i bimbi. Il punto però non è fare un regalo per fare bella figura… lo spirito del Natale non sta nello scambio di doni, naturalmente, ma sono comunque una parte importante perché il dono è un simbolo che concretizza un pensiero, un pensiero cucito su misura sulla persona che lo riceverà, più o meno formale a seconda del grado di conoscenza reciproca. La scelta è libera ma anche vincolante!
Quest’anno però, invece delle solite strenne, dei profumi, delle sciarpe e guanti…perché non tentare qualcosa di diverso?
UN BEL LIBRO!!!
Di cucina per la nonna, un romanzo per la mamma, un thriller per il babbo, fiabe per i bambini, mondi avventurosi e fantastici per i ragazzi e…un po’ per tutti quanti, perché diciamo la verità: grandi e piccoli possono farsi rapire dalle pagine di un giallo, di un fantasy, di un horror, di uno storico e chi più ne ha ne metta!
Non esisterà il regalo perfetto per antonomasia…ma i libri, a pensarci bene, si avvicinano molto a questa perfezione!
Si sceglie un genere per condividere con l’altro una lettura che per noi è stata piacevole o lo si sceglie, perché quel genere è quello più adatto alla persona che riceverà il libro in regalo. Il dono è già lì, in quel pensiero.
Si opta per un titolo intrigante o per una copertina intrigante, oppure si va a cercare l’ultimo uscito dell’autore preferito, più o meno famoso. È lì la magia, fare una scelta per qualcun altro e vedergli brillare gli occhi come a un bambino!
Anche i più scettici cederanno, anche quelli che dicono di non amare la lettura, di non avere tempo!
Davvero non si riesce a trovare il tempo per un viaggio che non prevede fare bagagli e l’acquisto di biglietti? Un viaggio solitario eppure ricco di incontri che lascerà la sensazione dei luoghi visitati, delle emozioni provate, che ci arricchirà di nuovi amici difficili lasciare in quei luoghi della nostra mente dove l’inchiostro sulla carta prende forma e ci fa dimenticare di tutto quello che c’è attorno…un viaggio che addirittura si fa beffa dello spazio e del tempo: presente, passato e futuro a qualche capitolo di distanza.
Tutti hanno bisogno di un viaggio, di staccare la spina, di “vedere” cose nuove! Tutti.
Bisogna solo cedere all’idea che un libro possa esprimere tutto questo donando ai nostri cari momenti piacevoli e un calore speciale, quello di una scelta ad hoc magari impreziosita da una dedica personale che non andrà persa come quelle simpatiche etichette con la barba glitterata di un rubicondo Babbo Natale, ma resterà ferma nel tempo: un abbraccio e un augurio di buon viaggio che il viaggiatore potrà riassaporare ogni volta che aprirà la prima pagina, ogni volta che vorrà ripetere l’esperienza di quel viaggio!
Un libro sotto l’albero, un viaggio per tutti! E a Tutti BUON NATALE!
M.T.
I PROMESSI SPOSI OPERA MODERNA:arte a trecentosessanta gradi
Roma, Gran Teatro - Domenica 13 novembre 2011
Il più grande romanzo della letteratura Italiana, scritto da Alessandro Manzoni nel 1800 (1840 in pubblicazione definitiva) diventa fruibile oggi in modo nuovo, attraverso il Musical.
Un cast eccezionale di cantanti/attori e splendidi ballerini sempre in scena, a ripercorrere la storia d’amore fra Lorenzo Tramaglino e Lucia Mondella con le splendide musiche di Pippo Flora e la sapiente regia di Michele Guardì.
Una chiave di lettura visiva, moderna, che fa apprezzare con rinnovato piacere un’opera che ha segnato profondamente la nostra cultura, dove il vecchio e il nuovo si rincorrono continuamente in una scelta voluta come nel romanzo, a cominciare dalla primissima scena.
Sul palco tutta la compagnia, persino i macchinisti, le truccatrici e le sarte che aiutano gli attori a vestirsi davanti a specchi da camerino teatrale. I cantanti ripassano i brani, il Maestro d’armi (Renzo Musumeci Greco) esegue prove di duello con Don Rodrigo, mentre Gertrude, Renzo, Lucia, il Conte Attilio e i Bravi si immedesimano nei personaggi, regalando al pubblico un assaggio di parole e musica che avvolgeranno la sala di lì a pochi istanti.
Un inizio forte e delicato a un tempo, che appare come un omaggio alla grandezza dell’ autore Alessandro Manzoni, quasi a dire: Ecco, da parte tutti noi, dedicato a te.
Quanta rabbia mista a passione nel motivo che Don Rodrigo prova, rivolgendosi a Lucia: [cit.“ Tu mi scoppi nella mente, tu mi scoppi nelle vene, un amore senza leggi, senza regole e catene…”]
La forza di alcuni dei valori su cui è imperniata tutta l’opera sembra essere racchiusa qui, in poche frasi: l’amore, il potere, la giustizia che può essere manovrata, distorta, adattata all’arroganza, sottoposta alla violenza, infangata dalla superbia. Don Rodrigo non parla di vero amore ma di capriccio, passione, dominio [cit.“ Le ragioni dell’amore, sconosciute ai prepotenti”] così gli fa eco il coro che rappresenta la gente semplice, il popolo che crede in un sentimento puro come quello provato dai protagonisti, gente semplice che si difende con un’ unica arma contro l’arroganza dei Signori: la fede che vince sopra ogni cosa, speranza più forte del desiderio di vendetta.
Dopo questa premessa dal forte impatto scenico, comincia la magia: “ Ti ho cercato….Ti ho aspettato…” un duetto in cui Renzo e Lucia (Graziano Galatone e Noemi Smorra i primi attori) esprimono l’intensità del loro amore in un leit motiv che nei due atti tornerà a ricalcare il sentimento dei giovani protagonisti in momenti diversi, segnati dalla gioia di veder presto realizzato un sogno, dalla disillusione, dalla nostalgia, dal rimpianto e infine dal ritrovamento di un’estasi che sembrava perduta.
Esilarante la figura di Don Abbondio (un bravissimo Antonio Mameli), sia nel brano “ Non s’ha da fare”con il Griso (Vincenzo Caldarola) e un Bravo (Lorenzo Praticò), sia con la Perpetua (Chiara Luppi), figurina emblematica di donna devota, goffa e chiacchierona.
Intensa la rappresentazione dell’incubo di Don Abbondio, perseguitato anche nel sonno dai Bravi. Saltano da ogni parte, quasi lo calpestano e gli ripetono di trovare aiuto e rassicurazione proprio nella persona che ha meditato l’intrigo: Don Rodrigo ( un Giò di Tonno che riempie la scena con voce potente e piglio leonino), il ragno che tesse la tela vischiosa nella quale il prelato si trova irrimediabilmente incastrato, come una preda.
“ Viva la sposa” è il brano della festa, la festa con cui le popolane celebrano Lucia in uno stretto dialetto lombardo. Un tripudio di colori, un coro gioioso di ballerine dalle movenze sinuose a riempire il palco.
“ Giustizia … Giustizia…” fa eco ai festeggiamenti interrotti da Renzo con la notizia degli impedimenti alle nozze. Raggelante e rabbiosa la presa di coscienza di Agnese , la madre di Lucia,(un’intensa, sempre eccezionale, Brunella Platania) sull’impotenza della povera gente davanti agli uomini di legge,ai prepotenti, in barba al principio per cui tutti nasciamo liberi e uguali.
A dimostrazione di ciò, l’incontro di Renzo con l’Avvocato Azzeccagarbugli (il bravo Cristian Mini), la cui bilancia della [ cit. “Ratio et non nequitia”] cadrà rumorosamente dalla parte del piatto di Don Rodrigo.
Si susseguono momenti toccanti che colpiscono gli spettatori come dèja-vù.
Frà Cristoforo(con la grande voce di Christian Gravina) confessa gli spettri del suo passato da assassino e la sua redenzione. Cerca quindi un approccio ragionevole con Don Rodrigo per poi arrendersi al sotterfugio: la fuga dei promessi verso Monza e Milano.
L’ “ Addio ai Monti” di Renzo, Lucia e Agnese strappa al pubblico le prime lacrime di commozione mentre si allontanano su una barca dai loro luoghi di nascita per inseguire una giustizia difficile, lontana, già divorati dalla nostalgia.
Sempre attuale l’assalto ai forni, quasi una premonizione del Manzoni su quelli che sono i corsi e ricorsi storici dove, seppur con modalità diverse, il “popolo” si ritrova nei medesimi momenti di impasse.
L’incontro con Gertrude (affascinante interpretazione di Rosalia Misseri), la Monaca di Monza, è uno dei più toccanti in assoluto. La suora chiamata “Signora” ricorda se stessa da piccola, la sua vita distrutta da un destino imposto, pilotato, mai desiderato. La scena è ambientata nel chiostro del convento in un giardino pieno di rovi, dove un grande albero spoglio torreggia come uno scheletro. Un’atmosfera ossessiva, cupa, in cui fa la sua comparsa Gertrude bambina stringendo fra le manine una bambola.
Ne “ La Bambola col Velo” la piccola racconta la sua voglia tenera di giocare sognando di vestire abiti da principessa e poi l’incubo – che torna come uno spettro- di ritrovarsi fra le mani la promessa di una se stessa adulta, ingabbiata, celata per sempre dietro la grata della clausura, coperta e mortificata da un abito nero che la fa apparire vecchia, non più bella. La frase: [cit.“i tormenti ti hanno fatto…”]straziante, pronunciata da una voce di bimba, fa a pezzi il cuore. Gertrude si è fermata lì, la sua vita è finita lì, quando da piccolina è stata messa di fronte alla realtà di non poter avere sogni, speranze, una vita.
Unico raggio di sole un amore segreto, quello con Egidio (interpretato con voce splendida dal bel Enrico D’Amore) [cit. “ uno straccio d’amore alla notte rubato…”], il peccato in nome del quale la Signora si farà convincere a lasciar uscire Lucia da sotto l’ala protettrice del convento.
La figura dell’Innominato (interpretato come sempre magistralmente da Vittorio Matteucci) e poi il rapimento di Lucia, sono altri momenti di forte impatto scenico. L’Innominato viene rappresentato come un’anima nera sulla quale aleggiano pensieri malvagi come brandelli di oscurità. Tra lui e i suoi tenebrosi bravi, il Nibbio.
A rischiarare quella tenebra l’aura dell’amore puro e della fede di Lucia, che da tormentata diventa incarnazione del tormento per l’Innominato. Grazie a lei, il vuoto in cui si è perso viene riempito da un sentimento: la pietà verso una povera donna innocente.
“Un Uomo Niente”, è il brano con cui l’Innominato esprime tutta la sua disperazione, anelando alla morte come unica fonte di salvezza per la sua anima nera.
L’uomo senza nome sta per togliersi la vita quando il popolo in festa lo distoglie, introducendolo alla salvezza vera: l’incontro con il Cardinale Borromeo, l’incontro con quella Pace che è consolazione per i figli del Signore.
Sulle note di “Solo il Silenzio” la scena emozionante dell’abbraccio fra l’oscurità e la luce di Dio.
Struggenti le scene sugli appestati, in particolare: “ La madre di Cecilia”. Chi non ricorda questa storia nella storia, toccante già fra i banchi di scuola. Sul palco compare una donna (la voce calda di Chiara Luppi) che con l’aggressività di una leonessa difende fra le braccia il corpo della figlioletta morta, straziata dalla peste. Cerca di tenerla a sé il più possibile, paga i Monatti perché non gliela strappino via: vuole sistemarla lei stessa sul carro della morte, con cura straziante e attenzione, come se quella veste bianca in cui è avvolta la piccina fosse l’abito della festa. Il grido sul finale della canzone, mentre il carro si allontana, strappa le lacrime al solo ricordo: [cit. “ Cecilia, bambina mia…Figlia, portami via…”]
Si susseguono gli eventi fra “ Il Lazzaretto” e “ Il Pane del Perdono”, simbolo che porta Renzo a rinunciare alla vendetta,facendogli provare compassione per un Don Rodrigo ormai consumato dalla peste, livella beffarda che non fa distinzione fra aguzzini, potenti e arroganti, e vittime, povera gente.
Sulle note di “ Padre Nostro” l’invocazione alla fine della peste e la liberazione dei Figli di Dio attraverso una pioggia salvifica che lava via il male, il dolore e i peccati, lacrime del Padre in nome del quale la Fede trionfa, la Giustizia trionfa, l’Amore trionfa.
Come in apertura, tutta la compagnia è sul palco.
RENZO – Graziano Galatone
LUCIA – Noemi Smorra
AGNESE – Brunella Platania
DON ABBONDIO –Antonio Mameli/ Salvatore Salvaggio
PERPETUA/ LA MADRE DI CECILIA – Chiara Luppi
FRA CRISTOFORO/IL CARDINALE BORROMEO – Christian Gravina
L’AVVOCATO AZZECCAGARBUGLI/IL CONTE ATTILIO – Cristian Mini
L’INNOMINATO – Vittorio Matteucci
IL GRISO – Vincenzo Caldarola
BRAVO- Lorenzo Pratico’
DON FERRANTE/MAESTRO D’ARMI – Renzo Musumeci Greco
EGIDIO – Enrico D’Amore
LA MONACA DI MONZA – Rosalia Misseri
DON RODRIGO – Gio’ Di Tonno
Abbiamo apprezzato molti di loro in altri Musicals come: Tosca Amore Disperato, La Divina Commedia, Notre Dame de Paris, Dracula Opera Rock, Jesus Christ Superstar.
http://www.ipromessisposi-operamoderna.it/
Personalmente, mi auguro che opere come questa riescano a far diffondere e radicare in Italia come all’estero la cultura del Musical, per dare all’arte la possibilità di abbracciare tutte le sfere in cui si esplica, dalla Letteratura alla Musica…coinvolgendo spettatori di tutte le età.
da anni ai vertici delle classifiche del New York Times e del USA Today, vincitrice di numerosi premi fra cui: due RITA Awards, sette Romantic Times Rewiewers’s Choice Awards, sedici Wish Awards oltre ad autorevoli riconoscimenti letterari come il Romance Writers of America’s #1 Favourite Book of the year -per tre anni di seguito, considerata una delle leading voices nel genere Romantic Suspense.












HUNGER GAMES
mag 8
Pubblicato da miriamtocci
H
UNGER GAMES, romanzo fantascientifico di ambientazione post-apocalittica scritto dalla Statunitense Suzanne Collins, un fenomeno letterario dal quale è stato tratto un film che attualmente è in programmazione nelle sale cinematografiche italiane. Si tratta di una trilogia, edita in Italia da Mondadori. I titoli:
Nel primo episodio viene introdotto il personaggio della sedicenne Katniss Everdeen, che vive nella terra occupata un tempo dal Nord America chiamata Panem, controllata da un governo potentissimo che ha sede a Capitol City. Per la civiltà futuristica descritta dalla Collins, dove la forbice tra ricchezza e povertà è tanto esasperata da contrapporre lo sfarzo e l’ipertecnologia ad una povertà dal sapore antico fatta di baracche, fame e baratto come mezzo di scambio, gli Hunger Games sono un evento televisivo annuale nel corso del quale il governo di Capitol City sceglie un ragazzo e una ragazza da ognuno dei distretti limitrofi per combattere fino alla morte. Nessuno può opporsi al governo (dittatoriale) di Capitol City con le sue forze di polizia che costituiscono una vera e propria milizia vecchio stampo dotata di perfezionamenti tecnologici, neppure dei semplici ragazzi. Ventiquattro. Questo il numero delle vittime sacrificali che i distretti immolano per il solo divertimento dei ricchi e potenti, addestrandoli a giochi d’arena alla stregua dei gladiatori e e delle bestie dell’ Antica Roma al Colosseo.
Nel film tratto dall’opera si respira proprio quest’aria di proiezione futuristica di vecchi meccanismi del passato e si ravvisa una forte carica di denuncia sociale, politica. I giovani, (alcuni poco più che bambini) sembrano masse di ebrei sotto il tiro dei nazisti: vestiti miseramente, con l’abito della festa che la povera gente può mettere insieme, gli occhi colmi di terrore, di preghiere sussurrate, rassegnati ad un potere che non ha rispetto neppure della risorsa più preziosa di ogni civiltà: le nuove generazioni. Eppure a salutarli sul palco, prima dell’estrazione dei tributi (umani)per gli imminenti Hunger Games, c’è una donna truccatissima e vestita con pesante eleganza, secondo i canoni di Capitol City, che con la sua voce melliflua sembra promettere loro meraviglie, e non morte certa.
Tre parole per definire Hunger Games: atroce, terrificante, toccante.
La violenza sconvolge, i sentimenti toccano gli animi in profondità, la tensione dello spettatore va alle stelle e l’adrenalina schizza in alto fotogramma dopo fotogramma, eppure lo stimolo a riflettere sulle nostre attuali dinamiche politiche e sociali, dalle più frivole alle più rilevanti, diventa inevitabile. Non proprio un film distensivo, anzi affatto, ma non lo vuole essere.
Suzanne Collins, definita in America una delle personalità più influenti della Letteratura contemporanea, si è fatta ispirare da un semplice zapping televisivo fra Reality Shows e scene di guerra, la guerra del passato e quella dei giorni nostri dove sono appunto i nostri giovani a morire mentre altri fingono di vivere di stenti in un’isola tropicale piena di telecamere per divertire un pubblico dalla mente vuota, facendo il gioco del business. Anche il film Battle Royale l’ha ispirata per quanto riguarda le dinamiche del gioco mortale fra giovani che devono uccidersi a vicenda e il servizio di suo padre in Vietnam per descrivere il profilo psicologico di chi prova la paura di perdere una persona amata. L’ intuizione geniale di questa eccezionale scrittrice è stata quella di combinare retaggi passati con realtà attuali esasperandone all’estremo i tratti per descrivere una possibile realtà del futuro. Che sia un messaggio?
Una storia ( o meglio, più storie) e una visione da non perdere per nessun motivo. Buona lettura, buona visione!
Miriam Tocci
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Etichette: Hunger Games, Hunger Games di Suzanne Collins, Hunger games trilogia, il film, Suzanne Collins