HUNGER GAMES

HUNGER GAMES, romanzo fantascientifico di ambientazione post-apocalittica scritto dalla Statunitense Suzanne Collins, un fenomeno letterario dal quale è stato tratto un film che attualmente è in programmazione nelle sale cinematografiche italiane. Si tratta di una trilogia, edita in Italia da Mondadori. I titoli:

  1. HUNGER GAMES,  Mondadori – 2009;
  2. LA RAGAZZA DI FUOCO, Mondadori – 2010;
  3. IL CANTO DELLA RIVOLTA ( pubblicato negli USA nell’agosto del 2010 e atteso in Italia attorno al 15 maggio 2012).

Nel primo episodio viene introdotto il personaggio della sedicenne Katniss Everdeen, che vive nella terra occupata un tempo dal Nord America chiamata Panem, controllata da un governo potentissimo che ha sede a  Capitol City. Per la civiltà futuristica descritta dalla Collins, dove la forbice tra ricchezza e povertà è tanto esasperata da contrapporre lo sfarzo e l’ipertecnologia ad una povertà dal sapore antico fatta di baracche, fame e baratto come mezzo di scambio, gli Hunger Games sono un evento televisivo annuale nel corso del quale il governo di Capitol City sceglie un ragazzo e una ragazza da ognuno dei distretti limitrofi per combattere fino alla morte. Nessuno può opporsi al governo (dittatoriale) di Capitol City con le sue forze di polizia che costituiscono una vera e propria milizia vecchio stampo dotata di perfezionamenti tecnologici, neppure dei semplici ragazzi. Ventiquattro. Questo il numero delle vittime sacrificali che i distretti immolano per il solo divertimento dei ricchi e potenti, addestrandoli a giochi d’arena alla stregua dei gladiatori e e delle bestie dell’ Antica Roma al Colosseo.

Nel film tratto dall’opera si respira proprio quest’aria di proiezione futuristica di vecchi meccanismi del passato e si ravvisa una forte carica di denuncia sociale, politica. I giovani, (alcuni poco più che bambini) sembrano masse di ebrei sotto il tiro dei nazisti: vestiti miseramente, con l’abito della festa che la povera gente può mettere insieme, gli occhi colmi di terrore, di preghiere sussurrate, rassegnati ad un potere che non ha rispetto neppure della risorsa più preziosa di ogni civiltà: le nuove generazioni. Eppure a salutarli sul palco, prima dell’estrazione dei  tributi (umani)per gli imminenti Hunger Games,  c’è una donna truccatissima e vestita con pesante eleganza, secondo i canoni di Capitol City, che con la sua voce melliflua  sembra promettere loro meraviglie, e non morte certa.

Tre parole per definire Hunger Games: atroce, terrificante, toccante. La violenza sconvolge, i sentimenti toccano gli animi in profondità, la tensione dello spettatore va alle stelle e l’adrenalina schizza in alto fotogramma dopo fotogramma, eppure lo stimolo a riflettere sulle nostre attuali dinamiche politiche e sociali, dalle più frivole alle più rilevanti, diventa inevitabile. Non proprio un film distensivo, anzi affatto, ma non lo vuole essere.

Suzanne Collins, definita in America una delle personalità più influenti della Letteratura contemporanea, si è fatta ispirare da un semplice zapping televisivo fra Reality Shows e scene di guerra, la guerra del passato e quella dei giorni nostri dove sono appunto i nostri giovani a morire mentre altri fingono di vivere di stenti in un’isola tropicale piena di telecamere per divertire un pubblico dalla mente vuota, facendo il gioco del business. Anche il film Battle Royale l’ha ispirata per quanto riguarda le dinamiche del gioco mortale fra giovani che devono uccidersi a vicenda e il servizio di suo padre in Vietnam per descrivere il profilo psicologico di chi prova la paura di perdere una persona amata. L’ intuizione geniale di questa eccezionale scrittrice è stata quella di combinare retaggi passati con realtà attuali  esasperandone all’estremo i tratti per descrivere una possibile realtà del futuro. Che sia un messaggio?

Una storia ( o meglio, più storie) e una visione da non perdere per nessun motivo. Buona lettura, buona visione!

Miriam Tocci

 

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