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LETTURE ESTIVE 2012…

Qualunque sia il programma per le vacanze estive, mi assicuro un viaggio supplementare fra le pagine dei libri che amo portare con me, ovunque.

Lo scorso agosto il mio viaggio alternativo ha spaziato fra la Roma Imperiale dei tempi di Caligola e l’Inghilterra dei primi dell’Ottocento, un lusso che un semplice biglietto aereo o viaggio in macchina non possono assicurare!

Di seguito, cliccando sull’immagine le mie recensioni di :

un Romanzo Storico, di Adele Vieri Castellano

e  una Saga Fantasy di 5 libri raccolti in un unico volume di Colleen Gleason

Buona Lettura!

Miriam Tocci

HUNGER GAMES

HUNGER GAMES, romanzo fantascientifico di ambientazione post-apocalittica scritto dalla Statunitense Suzanne Collins, un fenomeno letterario dal quale è stato tratto un film che attualmente è in programmazione nelle sale cinematografiche italiane. Si tratta di una trilogia, edita in Italia da Mondadori. I titoli:

  1. HUNGER GAMES,  Mondadori – 2009;
  2. LA RAGAZZA DI FUOCO, Mondadori – 2010;
  3. IL CANTO DELLA RIVOLTA ( pubblicato negli USA nell’agosto del 2010 e atteso in Italia attorno al 15 maggio 2012).

Nel primo episodio viene introdotto il personaggio della sedicenne Katniss Everdeen, che vive nella terra occupata un tempo dal Nord America chiamata Panem, controllata da un governo potentissimo che ha sede a  Capitol City. Per la civiltà futuristica descritta dalla Collins, dove la forbice tra ricchezza e povertà è tanto esasperata da contrapporre lo sfarzo e l’ipertecnologia ad una povertà dal sapore antico fatta di baracche, fame e baratto come mezzo di scambio, gli Hunger Games sono un evento televisivo annuale nel corso del quale il governo di Capitol City sceglie un ragazzo e una ragazza da ognuno dei distretti limitrofi per combattere fino alla morte. Nessuno può opporsi al governo (dittatoriale) di Capitol City con le sue forze di polizia che costituiscono una vera e propria milizia vecchio stampo dotata di perfezionamenti tecnologici, neppure dei semplici ragazzi. Ventiquattro. Questo il numero delle vittime sacrificali che i distretti immolano per il solo divertimento dei ricchi e potenti, addestrandoli a giochi d’arena alla stregua dei gladiatori e e delle bestie dell’ Antica Roma al Colosseo.

Nel film tratto dall’opera si respira proprio quest’aria di proiezione futuristica di vecchi meccanismi del passato e si ravvisa una forte carica di denuncia sociale, politica. I giovani, (alcuni poco più che bambini) sembrano masse di ebrei sotto il tiro dei nazisti: vestiti miseramente, con l’abito della festa che la povera gente può mettere insieme, gli occhi colmi di terrore, di preghiere sussurrate, rassegnati ad un potere che non ha rispetto neppure della risorsa più preziosa di ogni civiltà: le nuove generazioni. Eppure a salutarli sul palco, prima dell’estrazione dei  tributi (umani)per gli imminenti Hunger Games,  c’è una donna truccatissima e vestita con pesante eleganza, secondo i canoni di Capitol City, che con la sua voce melliflua  sembra promettere loro meraviglie, e non morte certa.

Tre parole per definire Hunger Games: atroce, terrificante, toccante. La violenza sconvolge, i sentimenti toccano gli animi in profondità, la tensione dello spettatore va alle stelle e l’adrenalina schizza in alto fotogramma dopo fotogramma, eppure lo stimolo a riflettere sulle nostre attuali dinamiche politiche e sociali, dalle più frivole alle più rilevanti, diventa inevitabile. Non proprio un film distensivo, anzi affatto, ma non lo vuole essere.

Suzanne Collins, definita in America una delle personalità più influenti della Letteratura contemporanea, si è fatta ispirare da un semplice zapping televisivo fra Reality Shows e scene di guerra, la guerra del passato e quella dei giorni nostri dove sono appunto i nostri giovani a morire mentre altri fingono di vivere di stenti in un’isola tropicale piena di telecamere per divertire un pubblico dalla mente vuota, facendo il gioco del business. Anche il film Battle Royale l’ha ispirata per quanto riguarda le dinamiche del gioco mortale fra giovani che devono uccidersi a vicenda e il servizio di suo padre in Vietnam per descrivere il profilo psicologico di chi prova la paura di perdere una persona amata. L’ intuizione geniale di questa eccezionale scrittrice è stata quella di combinare retaggi passati con realtà attuali  esasperandone all’estremo i tratti per descrivere una possibile realtà del futuro. Che sia un messaggio?

Una storia ( o meglio, più storie) e una visione da non perdere per nessun motivo. Buona lettura, buona visione!

Miriam Tocci

 

SUZANNE BROCKMANN: UN PECCATO SMETTERE DI LEGGERLA

Suzanne Brockmann è una scrittrice americana di Bestsellers  con all’attivo ben cinquanta libri, da anni ai vertici delle classifiche del New York Times e del USA Today, vincitrice di numerosi premi fra cui: due RITA Awards, sette Romantic Times Rewiewers’s Choice Awards, sedici  Wish Awards oltre ad autorevoli  riconoscimenti letterari come il Romance Writers of America’s #1 Favourite Book of the year -per tre anni di seguito, considerata una delle leading voices nel genere Romantic Suspense.

Questo genere letterario è poco conosciuto da noi in Italia, pur avendo un enorme potenziale. Come tutti i nuovi generi che abbiamo imparato a conoscere dagli autori stranieri, in prevalenza americani, ha una doppia valenza, abbraccia due tipologie diverse di genere, fondendole insieme.  Un esempio potrebbe essere l’Urban Fantasy – sottogenere del Fantastico Classico ormai divenuto fenomeno a sé anche in Europa con autrici come J.R.Ward, Lara Adrian e molte altre – nel quale la trama fantasy si dipana e viene svelata attraverso ambientazioni “Urban”: città  e situazioni reali, contemporanee, che vengono intrecciate al world building fantastico  con i suoi eroi ed eroine, i super-poteri e i contrasti fra estremamente bene ed estremamente male.   Allo stesso modo, l’ingrediente fondamentale del Romantic Suspense è il connubio fra la dimensione romantica – di prim’ordine, non spazzatura –e la suspense propria di Gialli e ThrillersThriller dall’aggettivo inglese thrilling,emozionante, che suscita tensione.

Un vero peccato che esistano ancora delle riserve su questo genere da parte del mercato editoriale nostrano nonostante nei Social Networks, e in generale nel Web, l’apprezzamento -in particolare fra  le lettrici che scoprono il Romantic Suspense-  sia in espansione. Esiste una pagina dedicata al Romantic Suspense su Facebook e una petizione via internet intitolata: Operazione Big Five http://www.firmiamo.it/operazione-big-five per richiedere agli editori italiani la pubblicazione dei romanzi di autrici di questo genere letterario tra cui la Brockmann stessa.

Suzanne Brockmann  sa calibrare con sapienza azione, pericolo e una buona dose di sentimenti – ma non sentimentalismi- al punto ottimale, fornendo il giusto spunto di riflessione sulle difficoltà e le cose belle della vita, oltre al piacere di una lettura senza dubbio appassionante dalla prima all’ultima sillaba.

La Brockmann  sa cucire assieme gli elementi delle sue storie con il filo dell’intensità e dell’ ironia, alternando piacevolmente situazioni divertenti a momenti mozzafiato – che siano scene d’azione o ricordi del passato – con una chiarezza e una vividezza da impressionare; Suzanne sa commuovere, sa arrivare dritto al cuore, e ogni frase, ogni sequenza, è scritta e misurata per comunicare un’informazione specifica inducendo a un’attenzione che non è mai onerosa ma semplicemente impossibile da abbandonare. Nel narrare procede con gradualità, descrivendo così efficacemente le situazioni e i sentimenti, da divenire quasi ipnotica: il lettore entra ed esce dai suoi personaggi come in uno stato di transfert, diventa il personaggio, inevitabilmente. Sente con lui, vede con lui, soffre e ride con empatia, provando emozioni sconosciute o solo immaginate.

Ogni descrizione prende la connotazione di una cadenza, una preparazione minuziosa al carico emotivo che arriverà al momento giusto: né prima, né dopo, alimentando l’interesse di chi legge come la benzina sul fuoco. Azione mozzafiato, pura adrenalina, suspense e storie d’amore – di solito una in evidenza e più di una attorno, ma non di contorno – che non sono affatto stucchevoli momenti di miele e sesso. La Brockmann è così abile nel figurare qualsiasi circostanza da non  scadere  mai nello scontato e i sentimenti che descrive sbocciano e crescono con il progredire della storia.

Un genere completo quello del Romantic Suspense, soprattutto quello di Suz e dei suoi Navy SEALs delle serie: Troubleshooters – 16 libri – dal 1999, e  TDD – 11 libri – dal 1995.

“ That’s a lot of Navy SEALs” osserva simpaticamente lei stessa nella prefazione del suo ultimo libro: BORN TO DARKNESS primo romanzo della nuova appassionante serie Fighting Destiny, ambientata in un futuro non troppo lontano dove la resistenza e il coraggio di una squadra SEAL vengono amplificati da incredibili poteri paranormali. Elettrizzante! Un terzo ingrediente “fantastico” che si unisce ai due già vincenti: Suspense e Romance.

Presto la recensione di BORN TO DARKNESS che sto leggendo in lingua.

In Italia, abbiamo solo tre titoli di Suzanne Brockmann pubblicati e tradotti dall’inglese –Serie Troubleshooters:

  • l’ottavo, Hot Target ( Ad Alto Rischio – Fanucci Ed. 2008)
  • il nono, Breaking Point ( Passione contro il Tempo – Leggereditore 2011)
  • e il decimo, Into the Storm ( Nel cuore della tormenta – Fanucci 2008)

e speriamo vivamente di vedere presto tutti gli altri.

LE TRAME dal sito www.fanucci.it

 AD ALTO RISCHIO

Titolo originale Hot Target

Fanucci Editore 2008

Collana GLI ACERI

Pagine 512

Prezzo € 18,50

ISBN 978-88-347-1454-6

 Jane Mercedes Chadwick, produttrice cinematografica di larga fama, sta lavorando a un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, che narra apertamente la vicenda realmente accaduta di un soldato omosessuale. Ben presto ottiene l’attenzione dei media e le proteste di diversi gruppi estremisti; ma nonostante la quantità di lettere, telefonate ed e-mail di protesta che riceve, non intende abbandonare il progetto. Le lamentele però si trasformano in minacce di morte: Hollywood assolda delle guardie private per proteggerla, e anche l’FBI si interessa al caso. E il fastidio che la donna mostra nei confronti delle misure di sicurezza, insieme al suo carattere fin troppo indipendente, non rendono facile il lavoro di Cosmo Richter, un agente speciale dei SEAL affidato al caso, che dovrà affrontare una vera e propria guerra personale e un’irresistibile attrazione per quella produttrice così testarda. (http://www.fanucci.it/libro.php?id=823)

PASSIONE CONTRO IL TEMPO

Titolo originale Breaking Point

Leggereditore 2011

Collana Narrativa

Pagine 528

Prezzo € 12,00

ISBN 978-88-6508-064-1

Non le ha mai confessato il suo amore, e ora potrebbe essere troppo tardi… Un’avventura contro il tempo, fra azione, sensualità e pericolo. L’agente speciale Max Bhagat non conosce riposo: per portare a termine le sue missioni è disposto a sacrificare tutto, anche la vita sentimentale. Ma una terribile notizia gli apre gli occhi. Sembra che l’unica donna che abbia mai amato sia morta in un attacco terroristico. Quando si reca sulla scena del delitto, Max scopre che lei è ancora viva e sta affrontando qualcosa di ancora più oscuro della morte. È stata rapita da un serial killer intenzionato a usarla come esca per una trappola mortale. Riuscirà Max a stringere a sé la donna che potrebbe dare ancora un senso alla sua vita? Fra colpi di scena e azioni mozzafiato, lui e la sua squadra si confrontano con i fantasmi di un passato crudele, e con una violenza che supera qualsiasi immaginazione per cercare di salvare colei che rappresenta l’amore della sua vita.(http://www.fanucci.it/libro.php?id=1092)

NEL CUORE DELLA TORMENTA

Titolo originale Into the Storm

Fanucci 2008

Collana GLI ACERI

Pagine 512

Prezzo € 17,50

ISBN 978-88-347-1349-5

 In uno sperduto, gelido angolo del New Hampshire, è in corso una dura seduta di addestramento tra le truppe speciali d’assalto dei Navy SEAL americani e gli esperti di una società specializzata nel settore sicurezza. Tra il sottufficiale Mark Jenkins e la bellissima agente speciale Lindsey Fontaine nasce una passione nascosta che potrebbe andare ben al di là di una semplice notte d’amore. Ma quando Tracy Shapiro, una giovane e inesperta segretaria che stava recitando il ruolo di ostaggio durante un’esercitazione, svanisce nel nulla, i due dovranno mettere da parte il loro controverso rapporto per ritrovarla e metterla in salvo, mentre una terribile tempesta minaccia l’incolumità di tutti… Tutta la squadra, alle prese con un serial killer imprevedibile, sarà duramente messa alla prova dalle avverse condizioni metereologiche, e si troverà a dover superare ostilità e incomprensioni sentimentali per portare in salvo uno dei suoi membri.(http://www.fanucci.it/libro.php?id=315 )

Alcune citazioni dal romanzo: “ AD ALTO RISCHIO” – titolo originale Hot Target – della serie Troubleshooters.

Pag. 170 –Jane e Cosmo sono in cucina e stanno parlando di quanto sia difficile avere una vita privata con un mestiere come quello di Agente delle Operazioni Speciali. 

[…] “Non riesco a immaginarlo”disse lei. “ Fuori del Paese,come ti capita spesso, in qualche posto estremamente pericoloso e…PJ mi ha detto che sta cominciando ad assaporare cosa vuol dire stare dall’altra parte. La sua fidanzata sta partendo per l’Iraq. È piuttosto stressato.”

“Sì” convenne Cosmo. “Deve essere duro.”

“Che cosa fa esattamente la tua, di fidanzata ?” domandò Jane.

La sua domanda era una seduta di pesca. Gliel’aveva posta in modo così casuale che lui riusciva davvero a vedere le sdraio e il frigo per la birra. […]

 Pag.181 – Jules Cassidy – Agente F.B.I. e la camera d’albergo occupata a Los Angeles.

 […] “ Mi dispiace signore, l’albergo è al completo.”

Jules fissò la receptionist dall’altro lato del bancone. “No, lei non capisce.” Era quasi l’una di notte. Era facile non capire le cose all’una di notte, avrebbe dovuto saperlo. In tutta la sua vita, gli errori più stupidi erano avvenuti dopo mezzanotte.

“Ho una prenotazione. Ho il numero di conferma.” […]Le fece uno dei suoi sorrisi più rassicuranti, ma appena la giovane donna digitò alcune informazioni sul suo computer il suo cipiglio non fece che aumentare. Il che non era un buon segno.

“Ho trascorso una giornata nell’Idaho” le disse Jules. “Perciò se scoppio a piangere, bè, saprà il perché.”

Niente. Nada. Nessuna risata. Neanche un sorriso.

Stava cominciando a chiedersi se il cuore di quella donna batteva ancora, quando finalmente lei alzò lo sguardo su di lui. Ma tornò subito ad accigliarsi davanti allo schermo del computer, giocherellando con il labbro inferiore.

“Irving Idaho” provò Jules “che, mi creda o no, è noioso quanto sembra. Perciò sono pronto a un cambio di fortuna. Qualcosa di buono sta per succedere, lo sento nell’aria. Lei sta per promuovermi a una suite, vero?”

O così, o si trovava investito da un’ondata di sfortuna, ben meritata. Se l’era chiamata addosso arrendendosi ancora una volta al sorriso di Adam.

Ancora una volta.

E poi ancora.

La sua stupidità era stupefacente.

Era come un suo fratellino con difficoltà di apprendimento. E questo è Jules. Non fatelo avvicinare alla scatola delle merendine, ne mangia troppe e poi si sentirà male. Non è colpa sua. E’ solo che non ha il cervello per capire.

Ma, Dio, solo il fatto di aver visto Adam un’altra volta…[…]

Ce ne sarebbero molte altre di citazioni, come quella della scena in cui Jules Cassidy – in “Passione contro il Tempo” – rimane gravemente ferito in uno scontro a fuoco e tenta di mettersi in salvo ripetendosi di non morire. Forte carica emotiva per la sorte di questo impareggiabile personaggio che sta effettivamente lottando fra la vita e la morte. Il lettore divora le pagine rifiutandosi di perderlo. Poi “arriva” Suz, che con la sua brillante ironia gioca con le parole, anima i suoi personaggi riuscendo a rendere un momento drammatico finemente esilarante.

Miriam Tocci

NUOVA RECENSIONE NELLA SEZ.LIBRI E RECENSIONI

 

“AD ALTO RISCHIO”- Suzanne Brockmann

Un aggiornamento sulla Sezione ” Libri e Recensioni” del blog.

Questa volta la recensione è per ” Ad alto Rischio” – Romanzo di genere Crime della serie: ” Troubleshooters”. Non si tratta del primo della serie, ma del #8 – Titolo originale: ” Hot Target”.

In Italia sono stati pubblicati da Fanucci Editore solo tre titoli di questa mirabile e pluripremiata scrittrice statunitense :

  • #9 Passione contro il Tempo
  • #10 Nel Cuore della Tormenta

Il link della mia recensione sottoforma di ARTICOLO per il Blog di JUNE ROSS: http://www.junerossblog.com/2012/03/ad-alto-rischio-suzanne-brockmann.html

MT 

 

PRESTO UN ARTICOLO DEDICATO A SUZ E UNA NUOVA RECENSIONE!

 

 

 

 

Raffaello e la Leggenda della Fornarina – Quando Storia e Leggenda diventano Musical

 STORIA, LEGGENDA, AMORE, PASSIONE, DRAMMA.

Questi i cardini dell’ Opera Musicale Moderna al centro del Progetto Fornarina per Roma Capitale, presentato lo scorso 07 febbraio presso la Sala Pietro da Cortona – Musei Capitolini – Roma.

Il progetto propone l’offerta di un pacchetto così strutturato:

–          Giro turistico pre-spettacolo nei luoghi della vicenda di vita e di amore di Raffaello e Fornarina;

–          Cena tipica con cucina romana;

–          Spettacolo finale:

Raffaello e la Leggenda della Fornarina

 Musical che ha debuttato ufficialmente il 13 giugno 2011 al Teatro Argentina di Roma.

 

 L’Opera Musicale, è ispirata alla storia del geniale Pittore Cinquecentesco Raffaello Sanzio e della sua modella amata e preferita, Margherita Luzi, soprannominata Fornarina in quanto figlia del fornaio del  Rione Trastevere.

Raffaello ne era innamoratissimo e si dice che per questa donna affascinante, dal temperamento vivace, trascurasse addirittura i suoi lavori più importanti. Alla stregua di una Musa ispiratrice, è stata rappresentata in molte opere dal Pittore come una creatura eterea e bellissima, una Madonna.

La loro travolgente storia d’amore fu intensa, ma breve.

Raffaello fu trovato morto a soli 37 anni nel letto di Fornarina. Le cause del decesso non risultano chiare dalle cronache del tempo.  Fornarina, distrutta per la perdita del suo grande amore, si ritirò nel convento delle Suore di Santa Apollonia fino alla fine dei suoi giorni.

Naturalmente, furono molte le leggende che si tramandarono sulla morte del Pittore, soprattutto fra gli abitanti del Rione Trastevere.

Nel Musical, Gia Fort Shoping, scrittore fallito dei giorni nostri con la sola fama di ubriacone e perdigiorno, per far volgere dalla propria la fortuna si reca a Roma alla ricerca di una storia vera di passione: “magari ricca di scandali”-dice,  e si imbatte nella leggenda della Fornarina.

Secondo le dicerie popolari del Rione, una volta morta, la Fornarina era stata giudicata colpevole della prematura scomparsa di Raffaello dal tribunale dei morti presieduto da un ricco banchiere che era stato suo amante, geloso della passione che l’aveva legata al Pittore.

Alla presenza delle anime dei suoi familiari e di Raffaello stesso, Fornarina era stata condannata a scontare le sue colpe vagando come uno spettro per le stanze di Via di Santa Dorotea, al numero 20, luogo in cui era avvenuta la tragedia.

Il nome e l’onore di Fornarina saranno riscattati trecento anni più tardi da un atto d’amore di Lucrezia Luzi, discendente di Margherita che sentiva di avere dentro di sé lo spirito della Fornarina e che sceglie di sacrificarsi per lei.

Lo scalcinato scrittore attraverso il filo conduttore della metempsicosi, la reincarnazione, farà prendere vita ai personaggi del Cinquecento collegando la loro tormentata storia d’amore a quella di Lucrezia e del suo amato Mario nei medesimi luoghi di un Rione Trastevere ottocentesco, fino a svelare il mistero della morte di Raffaello.

 

 Un Musical che promette di affascinare, rapire ed emozionare, come suggerisce il suggestivo montaggio di immagini che ha fatto da sfondo e accompagnamento al Recital proposto il 7 febbraio.

La trama di per sé avvincente, è impreziosita dalle belle musiche di Giancarlo e Alessandro Acquisti, dai colori e dalla bravura del corpo di ballo e in particolare dal grande talento dei cantanti attori che, nella cornice dei Musei Capitolini in un’atmosfera già incantevole e ricca di storia, hanno regalato agli invitati uno splendido assaggio dei brani cantati e recitati dell’opera, in un excursus mirato ed efficace, molto intenso.

Bellissimi i costumi di scena realizzati da Simonetta Gregari.

 

Il cast presente alla presentazione del 7 febbraio presso la Sala Pietro da Cortona:

 

BRUNELLA PLATANIA (Fornarina)

TOSCA in “Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla, MADDALENA in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente AGNESE ne “I Promessi Sposi” di Michele Guardì
ENRICO D’AMORE (Raffaello)

CAVARADOSSI in “Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla, Ensemble in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente EGIDIO ne “I Promessi Sposi” di Michele Guardì

VALENTINA GULLACE (Lucrezia)

MADDALENA in Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia e attualmente JASMINE in “Aladin” dei Pooh

MAURIZIO DI MAIO (Mario)

 ACTOR DEI, I PROMESSI SPOSI di Michele Guardì, SWEENEY TODD

e con
GIANNI PONTILLO (Gia Fort Shoping)
DANIELE ADRIANI (Tommaso)
GIORGIO CARECCIA (Narratore)

Musiche e Libretto: GIANCARLO ACQUISTI
Liriche: GIANCARLO ed ALESSANDRO ACQUISTI

Regia: MARCELLO SINDICI

 

Il sito: www.fornarinamusical.com

 

 

 

PRIMA RECENSIONE 2012 AL DESTINO DEI DUE MONDI da parte di Monica Lombardi

Nuovo anno, nuove letture e nuove recensioni!

Ecco la prima del 2012 al mio Angelo da parte della talentuosa Monica Lombardi,

autrice della trilogia dedicata al tenente della Omicidi di Atlanta, Mike Summers:  ” Scatole Cinesi” (2008), “Labirinto” (2009), “Gambler” (2011) e della commedia romantica ” Three Doors – La vita secondo Sam Bolton” (2009).

www.monicalombardi.it

Recensione su aNobii: http://www.anobii.com/books/Il_destino_dei_due_mondi/9788862470650/01b9a09a55798385f5/

Angeli, demoni e… streghe

In un panorama editoriale in cui abbiamo tanto letto di angeli, demoni e immortali con poteri vari, Miriam Tocci riesce a creare un suo mondo originale, in cui angeli e demoni si fronteggiano sì, ma le vere wild card sono streghe e stregoni. Il tutto è affrontato in modo fresco e nuovo e, soprattutto, si dipana in uno svolgimento non scontato che ci regala colpi di scena e un intrigante cambio di prospettiva. La lotta tra il bene e il male che tanto e sempre mi affascina (cultrice di urban fantasy e di thriller sono, non a caso) è qui trattata sia come tormento tutto interiore allo stesso personaggio, sia in una coppia di personaggi “speculari” e fortementi uniti.
Questo, a livello di storia e di trama. Il secondo grande merito del romanzo è la stessa originalità trasferita sul livello linguistico. Una prosa ricca di immagini mai banali, mai scontate, che creano risonanze con le descrizioni ambientali e con gli stati d’animo dei personaggi, dove tutto si amalgama in modo naturale e quasi inevitabile, come in una delle composizioni musicali che l’autrice usa come uno dei fil rouge della storia, affondando a piene mani nel mondo della musica che conosce così bene, ama così tanto.
Sono felice di aver conosciuto questa autrice, e la seguirò con molto piacere.

 

E questa è la carica giusta per aprire il 2012! Grazie Monica…grazie mille!  

I PROMESSI SPOSI OPERA MODERNA:arte a trecentosessanta gradi

Roma, Gran Teatro  –  Domenica 13 novembre 2011

Il più grande romanzo della letteratura Italiana, scritto da Alessandro Manzoni nel 1800 (1840 in pubblicazione definitiva) diventa fruibile oggi in modo nuovo, attraverso il Musical.

Un cast eccezionale di cantanti/attori e splendidi ballerini sempre in scena, a ripercorrere  la storia d’amore fra Lorenzo Tramaglino e Lucia Mondella con le splendide musiche di Pippo Flora e la sapiente regia di Michele Guardì.

Una chiave di lettura visiva, moderna, che fa apprezzare con rinnovato piacere un’opera che ha segnato profondamente la nostra cultura, dove il vecchio e il nuovo si rincorrono continuamente in una scelta voluta come nel romanzo,  a cominciare dalla primissima scena.

Sul palco tutta la compagnia, persino i macchinisti, le truccatrici e le sarte che aiutano gli attori a vestirsi davanti a specchi da camerino teatrale. I cantanti ripassano i brani, il Maestro d’armi (Renzo Musumeci Greco) esegue prove di duello con Don Rodrigo, mentre Gertrude, Renzo, Lucia, il Conte Attilio e i Bravi si immedesimano nei personaggi, regalando al pubblico un assaggio di parole e musica che avvolgeranno la sala di lì a pochi istanti.

Un inizio forte e delicato a un tempo, che appare come un omaggio alla grandezza dell’ autore Alessandro Manzoni, quasi a dire: Ecco, da parte tutti noi, dedicato a te.

Quanta rabbia mista a passione nel motivo che Don Rodrigo prova, rivolgendosi a Lucia: [cit.“ Tu mi scoppi nella mente, tu mi scoppi nelle vene, un amore senza leggi, senza regole e catene…”]

La forza di alcuni dei valori su cui è imperniata tutta l’opera sembra essere racchiusa qui, in poche frasi: l’amore, il potere, la giustizia che può essere manovrata, distorta, adattata all’arroganza, sottoposta alla violenza, infangata dalla superbia.  Don Rodrigo non parla di vero amore ma di capriccio, passione, dominio [cit.“ Le ragioni dell’amore, sconosciute ai prepotenti”] così gli fa eco il coro che rappresenta la gente semplice, il popolo che crede in un sentimento puro come quello provato dai protagonisti, gente semplice che si difende con un’ unica arma contro l’arroganza dei Signori: la fede che vince sopra ogni cosa, speranza più forte del desiderio di vendetta.

 Dopo questa premessa dal forte impatto scenico, comincia la magia: “ Ti ho cercato….Ti ho aspettato…” un duetto in cui Renzo e Lucia (Graziano Galatone e Noemi Smorra i primi attori) esprimono l’intensità del loro amore in un leit motiv che nei due atti tornerà a ricalcare il sentimento dei  giovani protagonisti in momenti diversi, segnati dalla gioia di veder presto realizzato un sogno, dalla disillusione, dalla nostalgia, dal rimpianto e infine dal ritrovamento di un’estasi che sembrava perduta.

 Esilarante la figura di Don Abbondio (un bravissimo Antonio Mameli), sia nel brano “ Non s’ha da fare”con il Griso (Vincenzo Caldarola) e un Bravo (Lorenzo Praticò), sia con la Perpetua (Chiara Luppi), figurina emblematica di donna devota, goffa e chiacchierona.  

Intensa la rappresentazione dell’incubo di Don Abbondio, perseguitato anche nel sonno dai Bravi. Saltano da ogni parte, quasi lo calpestano e gli ripetono di trovare aiuto e rassicurazione proprio nella persona che ha meditato l’intrigo: Don Rodrigo ( un Giò di Tonno che riempie la scena con voce potente e  piglio leonino), il ragno che tesse la tela vischiosa nella quale il prelato si trova irrimediabilmente incastrato, come una preda.

 “ Viva la sposa” è il brano della festa, la festa con cui le popolane celebrano Lucia in uno stretto dialetto lombardo. Un tripudio di colori, un coro gioioso di ballerine dalle movenze sinuose a riempire il palco.

“ Giustizia … Giustizia…” fa eco ai festeggiamenti interrotti da Renzo con la notizia degli impedimenti alle nozze.  Raggelante e rabbiosa la presa di coscienza di Agnese , la madre di Lucia,(un’intensa, sempre eccezionale, Brunella Platania) sull’impotenza della povera gente davanti agli uomini di legge,ai prepotenti, in barba al principio per cui tutti nasciamo liberi e uguali.

A dimostrazione di ciò, l’incontro di Renzo con l’Avvocato Azzeccagarbugli (il bravo Cristian Mini), la cui bilancia della [ cit. “Ratio et non nequitia”] cadrà rumorosamente dalla parte del piatto di Don Rodrigo.

 Si susseguono momenti toccanti che colpiscono gli spettatori come dèja-vù.

Frà Cristoforo(con la grande voce di Christian Gravina) confessa gli spettri del suo passato da assassino e la sua redenzione. Cerca quindi un approccio ragionevole con Don Rodrigo per poi arrendersi al sotterfugio: la fuga dei promessi verso Monza e Milano.

L’ “ Addio ai Monti” di Renzo, Lucia e Agnese strappa al pubblico le prime lacrime di commozione mentre si allontanano su una barca dai loro luoghi di nascita per inseguire una giustizia difficile, lontana, già divorati dalla nostalgia.

Sempre attuale l’assalto ai forni, quasi una premonizione del Manzoni su quelli che sono i corsi e ricorsi storici dove, seppur con modalità diverse, il “popolo” si ritrova nei medesimi momenti di impasse.

L’incontro con Gertrude (affascinante interpretazione di Rosalia Misseri), la Monaca di Monza, è uno dei più toccanti in assoluto. La suora chiamata “Signora” ricorda se stessa da piccola, la sua vita distrutta da un destino imposto, pilotato, mai desiderato. La scena è ambientata nel chiostro del convento in un giardino pieno di rovi, dove un grande albero spoglio torreggia come uno scheletro. Un’atmosfera ossessiva, cupa, in cui fa la sua comparsa Gertrude bambina stringendo fra le manine una bambola.

 Ne “ La Bambola col Velo” la piccola racconta la sua voglia tenera di giocare sognando di vestire abiti da principessa e poi l’incubo – che torna come uno spettro- di ritrovarsi fra le mani la promessa di una se stessa adulta, ingabbiata, celata per sempre dietro la grata della clausura, coperta e mortificata da un abito nero che la fa apparire vecchia, non più bella. La frase: [cit.“i tormenti ti hanno fatto…”]straziante, pronunciata da una voce di bimba, fa a pezzi il cuore. Gertrude si è fermata lì, la sua vita è finita lì, quando da piccolina è stata messa di fronte alla realtà di non poter avere sogni, speranze, una vita.

Unico raggio di sole un amore segreto, quello con Egidio (interpretato con voce splendida dal bel Enrico D’Amore) [cit. “ uno straccio d’amore alla notte rubato…”], il peccato in nome del quale la Signora si farà convincere a lasciar uscire Lucia da sotto l’ala protettrice del convento.

La figura dell’Innominato (interpretato come sempre magistralmente da Vittorio Matteucci) e poi il rapimento di Lucia, sono altri momenti di forte impatto scenico. L’Innominato viene rappresentato come un’anima nera sulla quale aleggiano pensieri malvagi come brandelli di oscurità. Tra lui e i suoi tenebrosi bravi, il Nibbio.

A rischiarare quella tenebra l’aura dell’amore puro e della fede di Lucia, che da tormentata diventa incarnazione del tormento per l’Innominato. Grazie a lei, il vuoto in cui si è perso viene riempito da un sentimento: la pietà verso una povera donna innocente.

“Un Uomo Niente”, è il brano con cui l’Innominato esprime tutta la sua disperazione,  anelando alla morte come unica fonte di salvezza per la sua anima nera.

L’uomo senza nome sta per togliersi la vita quando il popolo in festa lo distoglie, introducendolo alla salvezza vera: l’incontro con il Cardinale Borromeo, l’incontro con quella Pace che è consolazione per i figli del Signore.

Sulle note di “Solo il Silenzio” la scena emozionante dell’abbraccio fra l’oscurità e la luce di Dio.

 Struggenti le scene sugli appestati, in particolare: “ La madre di Cecilia”. Chi non ricorda questa storia nella storia, toccante già fra i banchi di scuola. Sul palco compare una donna (la voce calda di Chiara Luppi) che con l’aggressività di una leonessa difende fra le braccia il corpo della figlioletta morta, straziata dalla peste. Cerca di tenerla a sé il più possibile, paga i Monatti perché non gliela strappino via: vuole sistemarla lei stessa sul carro della morte, con cura straziante e attenzione, come se quella veste bianca in cui è avvolta la piccina fosse l’abito della festa. Il grido sul finale della canzone, mentre il carro si allontana, strappa le lacrime al solo ricordo: [cit. “ Cecilia, bambina mia…Figlia, portami via…”]

 Si susseguono gli eventi fra “ Il Lazzaretto” e “ Il Pane del Perdono”, simbolo che porta Renzo a rinunciare alla vendetta,facendogli provare compassione per un Don Rodrigo ormai consumato dalla peste,  livella beffarda che non fa distinzione fra aguzzini, potenti e arroganti, e vittime, povera gente.

 Sulle note di “ Padre Nostro” l’invocazione alla fine della peste e la liberazione dei Figli di Dio attraverso una pioggia salvifica che lava via il male, il dolore e i peccati, lacrime del Padre in nome del quale la Fede trionfa, la Giustizia trionfa, l’Amore trionfa.

Come in apertura, tutta la compagnia è sul palco.

Il Cast

RENZO – Graziano Galatone

LUCIA – Noemi Smorra

AGNESE – Brunella Platania

DON ABBONDIO –Antonio Mameli/ Salvatore Salvaggio

PERPETUA/ LA MADRE DI CECILIA – Chiara Luppi

FRA CRISTOFORO/IL CARDINALE BORROMEO – Christian Gravina

L’AVVOCATO AZZECCAGARBUGLI/IL CONTE ATTILIO – Cristian Mini

L’INNOMINATO – Vittorio Matteucci

IL GRISO – Vincenzo Caldarola

BRAVO- Lorenzo Pratico’

DON FERRANTE/MAESTRO D’ARMI – Renzo Musumeci Greco

EGIDIO – Enrico D’Amore

LA MONACA DI MONZA – Rosalia Misseri

DON RODRIGO – Gio’ Di Tonno

Abbiamo apprezzato molti di loro in altri Musicals come: Tosca Amore Disperato, La Divina Commedia, Notre Dame de Paris, Dracula Opera Rock, Jesus Christ Superstar.   

 http://www.ipromessisposi-operamoderna.it/

Personalmente, mi auguro che opere come questa riescano a far diffondere e radicare in Italia come all’estero la cultura del Musical, per dare all’arte la possibilità di abbracciare tutte le sfere in cui si esplica, dalla Letteratura alla Musica…coinvolgendo spettatori di tutte le età.